Mai smettere di sognare, 16 febbraio 2015, San Giovanni Rotondo

Si è tenuta lunedì 16 febbraio 2015 presso il Salone della Parrocchia di “S. Giuseppe Artigiano” di San Giovanni Rotondo la premiazione dei vincitori delle borse di studio erogate dalla Banca per l’anno 2014. Erano presenti all’incontro il Presidente della BCC di San Giovanni Rotondo – Giuseppe Palladino -, il direttore – Augusto De Benedectis – e l’Arcivescovo Michele Castoro.
Riporto il “Premio-Targa” ricevuto e parte del discorso pronunciato quel giorno:

Ringrazio il Presidente Giuseppe Palladino e il Direttore Augusto De Benedectis. In particolare li ringrazio per avermi dato la possibilità di condividere con voi, e con l’arcivescovo Michele Castoro, delle riflessioni che avevo preparato per la premiazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e che non ho avuto modo di esplicitare. Un discorso non letto che cercherò si sintetizzare per aggiungervi poi delle riflessioni mosse invece dall’incontro di oggi.

Allora mi chiedevo che cosa l’Italia e gli italiani aspettassero per abbattere quei muri. Oggi, invece, mi chiedo che cosa la nostra cittadina aspetti per abbattere quei muri. Le nuove generazioni hanno bisogno, come affermava lo stesso Adriano Olivetti, di Verità, Giustizia, Bellezza e Amore. E se si ricominciasse proprio da questi quattro pilastri, e in primis dalla Verità, anche nella nostra città? Nella nostra Comunità? Olivetti, come detto in precedenza, era un imprenditore che aveva capito che la fabbrica non era una cattedrale in un deserto, ma un albero in un giardino. Il progetto di Casa Sollievo della Sofferenza perseguiva, di fondo, lo stesso obiettivo: creare prosperità per un’ intera popolazione. Che, forse, anche la BCC possa -incrementando i progetti di responsabilità sociale- diventare promotore di un processo di un vero progresso e non solo sviluppo (come evidenziava Paolo VI nella Populorum Progressio) della nostra realtà? Puntando sulla conoscenza e cominciando con il trasformare, ad esempio, la Biblioteca Michele Lecce in un centro culturale vero e proprio? Perché la cultura resta sempre il bene più prezioso.

Marc Augé in Che fine ha fatto il futuro? concludeva dicendo che solo quando investiremo in sapere e cultura avremo in cambio ricchezza e giustizia. Perché la Cultura è Verità ed è dunque Libertà. E’ quella Libertà della corresponsabilità di cui parla anche l’arcivescovo Castoro in una lettera Pastorale, che lessi mi piacque tanto e citai in una tesina che scrissi sul SGA di Casa Sollievo della Sofferenza, e che l’arcivescovo descrive così: ‘Collaboratore è chi si ferma al compito affidato senza sentirsi parte di un intero; corresponsabile invece è chi sa mantenere vivo l’interesse per il tutto, per l’insieme, è chi scopre la bellezza del pensare e del progettare insieme, dell’assumere comunemente delle scelte di fondo, del valorizzare o far crescere nuovi luoghi di discernimento comunitario. Corresponsabile non è solo chi fa le cose insieme ad altri, ma chi prova a sognarle, a pensarle, a costruirle insieme’.DSC00011

Concludo con una riflessione e una citazione. Sarà un caso che siamo qui oggi a parlare di cultura condivisa in una comunità, sarà un caso che l’arcivescovo in quella lettera parlava di discernimento comunitario, sarà un caso che il progetto di Adriano Olivetti parlava proprio di quello? Ecco infine una citazione tratta dalla premessa dell’Ordine Politico di Adriano Olivetti e riproposta anche dall’onorevole Gabriele Panizzi a conclusione della sua premessa alla mia tesi “Servire la pace e la civiltà cristiana con la stessa volontà, la stessa intensità, la stessa audacia che furono usate a scopo di sopraffazione, distruzione, terrore”.

Perché non proviamo allora ad essere anche noi un po’ più corresponsabili: ovvero a sognare, pensare e costruire insieme?

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