LE “MADRI D’EUROPA”: UNA STORIA DA RISCOPRIRE

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La storia della bandiera europea, forse non tutti lo sanno, ha origini mariane. Una corona di dodici stelle, come le tribù d’Israele, su sfondo blu-azzurro, colore tipicamente mariano. L’artista, il cattolico francese Arsène Heitz, che vinse il concorso europeo bandito a Strasburgo nel 1950, era devoto alla Madonna, come lo erano alcuni dei padri fondatori. La Madonna, anche se la più importante, non è l’unica donna ad aver sostenuto il progetto europeo, che sta garantendo la pace da oltre sessant’anni: sono state infatti riconosciute delle vere e proprie “madri” fondatrici d’Europa.

L’Europa è stata fatta non solo da uomini e politici, ma anche da donne che desideravano «proteggere quel progetto di pace, affinché la guerra che tutte loro avevano vissuto non insanguinasse più l’Europa e investire le proprie energie per trovare strumenti concreti e far sì che le cittadine e i cittadini europei sentissero l’Europa sempre più vicina alle proprie esigenze». Sono le parole di Maria Pia Di Nonno, dottoranda in Storia dell’Europa, presso l’Università di Roma “La Sapienza”, che, dal 2014, sta portando in tutta Italia la storia di donne esemplari che hanno contribuito alle basi dell’Europa.

Sono tante, ma di molte di loro ancora non si conosce tanto o non se ne racconta la storia. Sono vari i motivi storici e politici perché questo accade, ma ciò avviene anche perché non è facile «ritrovare e ricercare le storie di queste donne che per volontà, o anche semplicemente per noncuranza dovuta alla cultura del tempo in cui sono vissute, sono andate perdute. Solo alcune di loro hanno lasciato memorie e scritti e, ancora, solo alcune di loro hanno avuto l’accortezza di raccogliere documenti ufficiali e di donarli ad archivi storici», spiega la Di Nonno.

La giovane dottoranda ha iniziato con nove di loro, forse le più famose. Si parte da Ursula Hirschmann, che diffuse in Italia il Manifesto di Ventotene, organizzò il primo incontro del Movimento Federalista Europeo e fondò il gruppo Donne per l’Europa. Si prosegue poi con Ada Rossi, che diffuse anch’essa il Manifesto di Ventotene e promosse le attività del movimento Giustizia e Libertà. La terza “madre” è Louise Weiss, che nel 1979 aprì la seduta inaugurale del Parlamento Europeo, eletto per la prima volta a suffragio Universale, e fondò la rivista L’Europe Nouvelle, la Nouvelle Ecole de la Paix e il movimento La Femme Nouvelle. Quarta donna di rilievo è Eliane Vogel-Polsky, docente e avvocato, grazie alla quale la parità salariale giunse alla Corte di Giustizia della CEE. Maria De Unterrichter, la quinta della lista, fu tra le ventuno donne elette alla assemblea costituente ed è stata sostenitrice della causa delle donne, dell’educazione e dell’Europa. Indimenticabile esempio di coraggio è la sesta dell’elenco, Sophie Scholl, studentessa uccisa dalla polizia nazista per aver disseminato i foglietti del Gruppo “La Rosa Bianca”, che inneggiavano alla pace tra i popoli europei. La settima, Fausta Deshormes La Valle, fu caporedattrice della rivista Giovane Europa, organo della Campagna Europea delle Gioventù, e responsabile dell’Ufficio Informazione Donne della Commissione Europea. “Mamma Erasmus”, Sofia Corradi, è l’ottava donna della lista, inclusa per essersi fatta promotrice del Programma Erasmus. Ultima, ma non per importanza, è Simone Veil, prima donna ad essere eletta presidente del Parlamento europeo nel 1979.

«Esiste una storia meno nota del processo d’integrazione europea: una storia che va oltre quella ufficiale, spesso fredda e frutto di una visione nazionalista. È quella la storia che io voglio raccontare, quella fatta di donne, di giovani, di persone normali che possono mostrare davvero un altro modo di essere Europa», spiega Maria Pia, che nel 2014 ha iniziato a raccontare la storia delle madri fondatrici d’Europa, attraverso un ciclo di conferenze, insieme ad alcuni giovani del gruppo Young Leaders dell’Istituto Luigi Sturzo a Roma. In soli due anni, questo argomento è passato ad essere oggetto della sua tesi di dottorato in Storia dell’Europa, che oggi è anche un libro: Europa. Brevi Ritratti delle Madri Fondatrici edito nel 2017 da Edizioni di Comunità, casa editrice fondata nel 1946 da Adriano Olivetti. Di lui, Maria Pia Di Nonno è una grande appassionata, avendo pubblicato la sua tesi di laurea sul suo pensiero politico, grazie alla quale, nel 2014, ha ricevuto il Premio “Giacomo Matteotti” della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Grazie all’esito positivo del dottorato in Storia dell’Europa all’Università “La Sapienza” di Roma, nel 2016, la studiosa ha ottenuto un finanziamento dall’ateneo per organizzare una conferenza sul tema, in cui ha presentato il libro e anche quella che è divenuta una mostra itinerante: pochi pannelli con le biografie che, assieme ai disegni di Giulia Del Vecchio, stanno raccontando in tutta Italia la storia delle nove madri d’Europa che hanno dato la loro vita al progetto europeo.

Sono vite che rappresentano quelle di molte altre, di cui ancora oggi poco si sa e si racconta. «La lista delle donne “dimenticate” – spiega Maria Pia – è ben più lunga di quello che si potrebbe ritenere e il lavoro di ricerca che ho condotto sulle madri fondatrici dell’Europa nasce proprio con la speranza che altre donne e altri giovani comincino a incuriosirsi e a rovistare nei cassetti della memoria per ritrovare quelle testimonianze nascoste che potrebbero suggerire loro un altro modo di essere Europa e, più in generale, un’altra prospettiva storica». Ci uniamo alla sua speranza affinché si concretizzi.

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Per maggiori informazioni sulla mostra e poter contattare l’autrice è possibile visitare il sito https://lemadrifondatricidelleuropa.it/

Articolo pubblicato da Giuliano Cattabriga su http://www.frammentidipace.it/le-madri-deuropa-storia-riscoprire/ il 10 luglio 2017

PDF articolo Le “Madri d_Europa”_ una storia da riscoprire – Frammenti di Pace

 

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